Il territorio

Il territorio

Un soggiorno unico nel cuore del Terminillo

La caratteristica che rende Leonessa unica è il suo essere situata in pianura , adagiata sull’orlo meridionale di un altopiano appenninico che si estende per 50 kmq circa ubicato nell’Alta Sabina al confine tra Umbria e Abruzzo, ed, al tempo stesso, essere un Borgo Medioevale a 974 metri di altitudine .

E’ un comprensorio “Quattro Stagioni”verdeggiante in primavera ed estate , variopinto in autunno ed innevato in inverno, location idonea per discipline sportive di tutti i generi ed appassionanti escursioni.

Leonessa è stata omaggiata con la “Bandiera Arancione” titolo che premia il contesto naturalistico e paesaggistico , la cultura culinaria di un luogo e i fattori di attrazione culturale del territorio. Tutt'intorno s'erge una catena di belle montagne, pari ad una superficie di 150 kmq circa, giganti pieghe sinclinali d'età mesozoica con rovesciamenti di masse ben visibili, che raggiungono le massime altezze nel massiccio del TERMINILLO, disposto ad anfiteatro a ridosso della città, con i due corni del monte Terminillo (m.2216) e del monte CAMBIO (m. 2081).

Altre vette paesaggistiche degne di rilievo sono: ad ovest, quelle del monte TILIA (m. 1775) e del monte CORNO (m. 1735); a sud quelle del monte CATABIO (m. 1731), di COLLE PRATO PECORARO (m. 1817) e del monte LA CROCE (m. 1626), così chiamato dalla croce che il Santo di Leonessa vi innalzò nel secolo XVI e sul quale i leonessani hanno poi costruito un piccolo santuario alpestre; ad est, quella del monte BORAGINE (m.1829); a sud, quella del monte ASPRA (m.1652) e del monte LA PELOSA (m.1635). Il paesaggio è molto vario: dagli speroni rocciosi del Terminillo e del Catabio, alle valli ricchissime di folte faggete lungo la gola di Vallonina, con ampie radure per il pascolo di branchi in libertà. Zone di particolare interesse paesaggistico sono la gola di Vallonina- Valle della Meta, lungo la quale si snoda la strada che sale sino a Sella di Leonessa (m. 1901); la valle del Fuscello, che immette nella pianura reatina; i prati di S. Vito (m. 1080), nella catena montuosa a oriente dell'altopiano, poco oltre la frazione omonima.

Due terzi del territorio del Comune di Leonessa, quindi, sono costituiti da boschi e pascoli d’alta montagna. L’ambiente naturale, il clima, le caratteristiche urbanistiche, architettoniche ed orografiche conferiscono a Leonessa l’aspetto tipico di un paese del nord. Tanto che l’eclettico poeta, pittore, scrittore e viaggiatore inglese, Edwuard Lear visitandola nell’autunno del 1844, la definì “Piccola Svizzera”. Il paragone non suona esagerato per chi conosce bene il territorio di Leonessa con i suoi rigogliosi alti monti, con i suoi lussureggianti boschi, con i suoi zampillanti ruscelli, con le sue amene valli, verdi pascoli, aria pura e frizzante: in particolare la zona dal Riofuggio al Bosco della Vallonina, che racchiude incastonate le stupende verdi Valli dell’Organo e della Vallonina, ricca, quest’ultima, anche di storia e di religiosità. Si tratta di zone – e non sono le uniche – di particolare interesse naturalistico, storico e paesaggistico che andrebbero ulteriormente salvaguardate e valorizzate.